La muffa sulle cime di cannabis è quasi sempre botrite (Botrytis cinerea), la muffa grigia: parte dall'interno delle cime più dense e si nota prima dalle foglioline che seccano e ingialliscono di colpo, poi dal cuore della cima che diventa grigio-marrone e molle. Si sviluppa con temperature miti e cime bagnate o umidità molto alta per molte ore. Si previene con umidità al 40–55% in fioritura, aria che circola tra le cime e, all'aperto, con riparo dalla pioggia; una cima colpita non si recupera.
In breve
- Primo segnale: foglioline secche o gialle che spuntano da una cima altrimenti sana.
- In fioritura tieni l'umidità al 45–55% e nelle ultime 2–3 settimane al 40–50%; a luci spente non superare il 55–60%.
- All'aperto il rischio massimo è con le piogge e le nebbie di settembre e ottobre.
- Una cima colpita va tagliata con margine e portata fuori dalla tenda in un sacchetto chiuso.
- In essiccazione il rischio è massimo nei primi 3–5 giorni: 18–21 °C e 55–62% di umidità.
Come si presenta la muffa nelle cime
La botrite entra spesso da un punto ferito o umido e cresce all'interno della cima, dove l'aria non arriva. Per questo all'esterno si vede tardi. I segnali, in ordine di comparsa:
- Una o più foglioline della cima ingialliscono o seccano all'improvviso, mentre il resto della pianta è verde.
- Tirandole, si staccano facilmente; aprendo la cima, l'interno è grigio-marrone, umido o molle.
- Compare una peluria grigia, a volte biancastra, che a stadio avanzato libera una polvere di spore.
- Lo stelo sotto la cima può scurirsi e la parte sopra appassire.
| Che cosa vedi | Dove | Aspetto | Che cos'è |
|---|---|---|---|
| Muffa grigia (botrite) | Interno delle cime, steli | Grigio-marrone, molle, peluria grigia | Muffa: la cima va eliminata |
| Mal bianco (oidio) | Pagina superiore delle foglie, poi cime | Macchie bianche farinose che si allargano | Fungo superficiale, favorito da aria ferma e sbalzi di umidità anche senza acqua sulle foglie: correggi subito clima e ricircolo |
| Tricomi | Superficie di cime e foglioline | Cristalli lucidi a forma di fungo, visibili con una lente | Normale: non è muffa |
Le cause: umidità, cime dense, poca aria, pioggia
Le spore della botrite sono quasi ovunque nell'aria; diventano un problema quando trovano acqua sulle cime o un'umidità molto alta per molte ore, con temperature miti, all'incirca tra 15 e 25 °C. Le situazioni a rischio sono sempre le stesse: umidità che resta per ore oltre il 60% quando le cime sono già formate, soprattutto a luci spente; cime grosse e compatte dove l'aria non entra; chioma fitta con foglie ammassate; piogge, nebbie e rugiada all'aperto; cime ferite da bruchi o da rami spezzati. Alcune varietà con cime molto dense sono più sensibili di altre.
Prevenzione in tenda
| Fase | Temperatura | Umidità relativa | Da curare |
|---|---|---|---|
| Fioritura, prime 5–6 settimane | 20–26 °C | 45–55% | Ricircolo continuo tra le cime |
| Fioritura, ultime 2–3 settimane | 20–24 °C | 40–50% | Anche a luci spente non oltre il 55–60% |
| Essiccazione | 18–21 °C | 55–62% | Buio, aria che si muove senza colpire le cime |
| Concia nei barattoli | 15–21 °C | 58–62% | Aprire o arieggiare se si supera il 65% |
- Misura l'umidità all'altezza delle cime con un igrometro che registri minimo e massimo: il picco arriva di solito a luci spente.
- Lascia l'estrattore acceso anche a luci spente, a velocità ridotta, e limita a 4–8 °C il calo di temperatura tra luci accese e spente.
- Usa ventilatori oscillanti che muovano l'aria sopra e dentro la chioma, senza puntarli fissi sulle cime.
- Se l'aria del locale è già umida, metti un deumidificatore nel locale o in tenda.
- Poco prima della fioritura e intorno alla terza settimana togli le foglie grandi che chiudono il centro della pianta e i rametti bassi che non ricevono luce.
- Annaffia all'inizio della fase di luce e svuota i sottovasi entro 30 minuti.
Valori per ogni fase e modi per abbassarli sono spiegati nella guida sull'umidità nella grow box.
Prevenzione all'aperto
All'aperto l'umidità non si controlla: si lavora su varietà, posizione e tempi. In Ticino, a sud delle Alpi, settembre e ottobre portano spesso piogge abbondanti, nebbie mattutine e notti fresche, proprio quando le cime delle varietà fotoperiodiche maturano.
- Scegli varietà indicate come resistenti alla muffa o a fioritura precoce, che finiscono prima delle piogge di ottobre.
- Metti le piante in un punto ventilato e con sole del mattino, che asciuga presto la rugiada; evita conche umide e muri che bloccano l'aria.
- In estate togli i rami bassi e dirada l'interno della pianta, così il vento asciuga le cime dopo un temporale.
- Se sono previste piogge per più giorni, copri le piante con un telo trasparente o una tettoia aperta sui lati, che lasci passare l'aria.
- Dopo la pioggia scuoti con delicatezza i rami per far cadere l'acqua e, 1–2 giorni dopo, controlla l'interno delle cime più grosse.
- Controlla i bruchi: le loro gallerie e i loro escrementi nelle cime sono una porta d'ingresso frequente per la botrite.
Se le cime sono quasi mature e le previsioni di MeteoSvizzera annunciano diversi giorni di pioggia, raccogliere qualche giorno prima è spesso la scelta più sicura. Mesi e finestre di raccolta sono nel calendario outdoor per il Ticino.
Se la muffa compare: cosa fare
- Prepara un sacchetto, forbici pulite e alcol per disinfettarle; muovi la pianta il meno possibile per non spargere spore.
- Taglia la cima colpita con alcuni centimetri di margine sotto la parte scura, oppure il ramo intero se la muffa ha raggiunto lo stelo.
- Metti subito il materiale nel sacchetto, chiudilo e portalo fuori dalla tenda o dall'orto; non lasciarlo sul pavimento né nel compost vicino alle piante.
- Elimina anche le cime che toccavano quella colpita: non conservare cime sospette per l'essiccazione.
- Abbassa l'umidità, aumenta il ricircolo e controlla ogni giorno tutte le cime grandi per almeno una settimana.
Sulle cime in fioritura non spruzzare nulla: bagnarle aumenta il rischio e lascia residui. In orticoltura esistono preparati biologici preventivi a base di microrganismi antagonisti, per esempio Bacillus o Trichoderma, che servono solo prima dell'attacco e non sostituiscono il controllo del clima. Usa solo prodotti fitosanitari omologati in Svizzera e segui l'etichetta per colture ammesse, dosi e tempi.
Muffa durante essiccazione e concia
Dopo il taglio le cime contengono ancora circa il 70–80% di acqua e il rischio è massimo nei primi 3–5 giorni. Asciuga a 18–21 °C e 55–62% di umidità, al buio, con aria che si muove nel locale senza colpire le cime; dividi le cime più grosse e fai in modo che non si tocchino. Nei barattoli tieni il 58–62%: se l'igrometro supera il 65%, o senti odore di fieno umido o di ammoniaca, apri i barattoli e lascia asciugare ancora le cime all'aria. Dettagli nelle guide sull'essiccazione e sulla concia; reti e accessori sono nella collezione essiccazione.
Domande frequenti
Come si riconosce la muffa nelle cime?
Il primo segnale sono foglioline che seccano o ingialliscono all'improvviso su una cima sana. Aprendo la cima con delicatezza, l'interno è grigio-marrone, molle, a volte con una peluria grigia.
Le cime con muffa si possono recuperare?
No. La muffa si estende all'interno ben oltre la parte visibile: elimina la cima intera con margine, insieme a quelle che la toccavano, e non conservarla.
Come evitare la muffa dopo la pioggia?
Scuoti delicatamente i rami per far cadere l'acqua, lascia asciugare le piante al vento e al sole e controlla l'interno delle cime grandi 1–2 giorni dopo. Se la pioggia dura più giorni, copri le piante lasciando passare l'aria.
Perché si forma la muffa durante l'essiccazione?
Per umidità oltre il 65%, cime troppo grosse o a contatto, aria ferma, oppure perché le cime erano già colpite in pianta. Il rischio è massimo nei primi 3–5 giorni.
Igrometri, estrattori e apparecchi per tenere sotto controllo l'umidità sono nella collezione Aria e clima di Gro.w.LaB.
Aggiornato al 13 ottobre 2026.