Il terriccio per cannabis giusto è leggero, drena in fretta ma trattiene abbastanza acqua, ha un pH tra 6,0 e 7,0 e una concimazione iniziale moderata. Per chi inizia la scelta più semplice è un terriccio specifico già miscelato con perlite: un light mix se poi fertilizzi con concimi liquidi, un all mix pre-fertilizzato se vuoi intervenire meno nelle prime settimane.
In breve
- pH del substrato tra 6,0 e 7,0; acqua d'irrigazione regolata tra 6,0 e 6,8.
- Light mix: poco concime, adatto a piantine e talee. All mix: concime per le prime settimane, di solito 2–6 settimane secondo la marca.
- Se il terriccio è compatto, aggiungi il 10–30% di perlite sul volume totale.
- Il terriccio universale è un ripiego: spesso è troppo fine e contiene concimi a lenta cessione.
- Dopo il raccolto il terriccio si può rigenerare, ma solo se la coltivazione è stata sana.
Cosa rende buono un terriccio per cannabis
Le radici della cannabis hanno bisogno di ossigeno quanto di acqua. Un substrato che resta fradicio per giorni le soffoca, uno troppo sabbioso si asciuga in poche ore. Quattro proprietà fanno la differenza:
- Drenaggio: dopo un'annaffiatura abbondante l'acqua esce dai fori del vaso in pochi minuti e non resta in superficie.
- Aerazione: la miscela resta soffice anche dopo settimane, senza formare una crosta dura.
- Ritenzione: il terriccio trattiene acqua e nutrienti per qualche giorno, così non devi annaffiare ogni giorno.
- pH stabile: tra 6,0 e 7,0 la pianta assorbe bene i nutrienti; fuori da questo intervallo compaiono carenze anche con il concime giusto.
| Parametro | Valore indicativo | Perché conta |
|---|---|---|
| pH del terriccio | 6,0–7,0 | Disponibilità dei nutrienti |
| pH dell'acqua di irrigazione | 6,0–6,8 | Mantiene stabile il pH del vaso |
| EC della soluzione nutritiva | 0,8–1,6 mS/cm in vegetativa, 1,2–2,0 in fioritura, in terra spesso nella parte bassa | Evita eccessi di sali alle radici |
| Perlite o materiale drenante | 10–30% del volume | Aria e drenaggio |
| Vaso per pianta fotoperiodica indoor | 11–20 litri | Spazio per le radici e riserva d'acqua |
| Vaso per autofiorente | 7–15 litri | Niente rinvasi, ciclo breve |
Il pH si controlla misurando l'acqua che esce dal fondo del vaso: se differisce di più di mezzo punto da quella che versi, il pH del substrato si sta spostando; un'EC del drenaggio molto più alta di quella in entrata indica invece un accumulo di sali. Come regolarlo lo trovi nella guida sul pH dell'acqua per la cannabis; i contenitori adatti sono nella collezione vasi.
Light mix o all mix
La differenza principale tra i terricci specifici è la quantità di concime già contenuta. Scegli in base a come vuoi fertilizzare.
| Tipo | Concime iniziale | Adatto a | Primo fertilizzante |
|---|---|---|---|
| Light mix | Basso | Piantine, talee, chi usa concimi liquidi | Dopo 1–3 settimane |
| All mix | Medio, spesso organico | Chi vuole meno interventi all'inizio | Dopo 2–6 settimane, secondo la marca |
| Terriccio universale | Variabile, spesso a lenta cessione | Solo come ripiego, migliorato con perlite | Secondo l'etichetta |
Un all mix può essere troppo ricco per una piantina appena nata. Una soluzione semplice è riempire i primi due terzi del vaso con all mix e l'ultimo terzo con light mix, oppure far partire la piantina in un vasetto di light mix e rinvasarla dopo due o tre settimane.
Perlite, fibra di cocco e humus: cosa aggiungere
Molti terricci per cannabis contengono già perlite: la riconosci dai granelli bianchi. Se la miscela è scura, fine e si compatta in mano, conviene correggerla.
- Perlite: 10–30% del volume. Non si decompone, ha pH neutro e alleggerisce il terriccio. Bagnala prima di mescolarla per ridurre la polvere.
- Fibra di cocco: 20–30% migliora aria e ritenzione insieme. Usa cocco lavato e tamponato, altrimenti può cedere sali e sottrarre calcio.
- Humus di lombrico: 10–20% al massimo. Aggiunge materia organica e microrganismi; in quantità maggiori rende la miscela pesante.
Uno strato di argilla espansa sul fondo del vaso non migliora il drenaggio: sposta solo più in alto la zona sempre bagnata. Il materiale drenante va mescolato in tutto il volume.
- Calcola il volume: per un vaso da 15 litri con il 20% di perlite servono 12 litri di terriccio e 3 litri di perlite.
- Inumidisci leggermente il terriccio, che deve sbriciolarsi in mano senza gocciolare.
- Mescola tutto in una vasca o su un telo finché la perlite è distribuita in modo uniforme.
- Riempi il vaso senza pressare e lascia 2–3 cm di bordo libero.
- Annaffia finché esce un po' d'acqua dal fondo e misura il pH del drenaggio.
Terricci di marca: BioBizz, Plagron, Canna
Le marche più diffuse offrono un terriccio leggero e uno pre-fertilizzato, a base di torba e con perlite già inclusa. Il vantaggio è la costanza da un sacco all'altro e le tabelle di dosaggio pensate per i fertilizzanti della stessa linea.
- BioBizz: Light-Mix e All-Mix, pensati per la concimazione organica; trovi la linea nella collezione substrati BioBizz.
- Plagron: Lightmix, Growmix e Allmix, con livelli crescenti di concime iniziale; vedi la collezione Plagron.
- Canna: Terra Professional e Terra Professional Plus, terricci leggeri da abbinare ai concimi Canna Terra; vedi la collezione substrati Canna.
Se esiti tra terra e fibra di cocco pura, il confronto completo è nella guida cocco o terra.
Terriccio vivo e super-soil in breve
Il terriccio vivo è un substrato ricco di materia organica e di vita microbica: sono i microrganismi a rendere disponibili i nutrienti, e spesso basta annaffiare con acqua. Il super-soil è un terriccio arricchito con ammendanti organici come humus, guano e farine vegetali o minerali; va lasciato maturare umido per almeno 4 settimane prima dell'uso e si mette nella parte bassa del vaso, con terriccio leggero sopra.
Entrambi richiedono vasi grandi, spesso da 25 litri in su, e danno meno controllo: se compare una carenza è difficile correggerla in fretta. La materia organica umida attira anche i moscerini del terriccio; come gestirli lo spiega la guida sui moscerini del terriccio.
Riutilizzare il terriccio dopo il raccolto
Il terriccio usato ha perso struttura e nutrienti, ma non va per forza buttato. Riutilizzalo solo se la pianta era sana: dopo marciumi radicali, muffe o infestazioni conviene smaltirlo.
- Lascia asciugare la zolla, poi sbriciolala ed elimina le radici più grosse.
- Controlla che non ci siano larve, uova o moscerini.
- Mescola 2 parti di terriccio usato con 1 parte di terriccio nuovo o compost maturo, più humus e perlite se serve.
- Tieni la miscela leggermente umida e coperta per alcune settimane, così la materia organica si stabilizza.
- Prima di usarla misura il pH dell'acqua di drenaggio e inizia con dosi di concime ridotte.
Il terriccio che non vuoi riutilizzare si può compostare o portare alla raccolta degli scarti vegetali del tuo comune.
Domande frequenti
Che terriccio usare?
Un terriccio leggero e ben drenante, con pH tra 6,0 e 7,0 e perlite già inclusa. Scegli un light mix se fertilizzi con concimi liquidi, un all mix se preferisci intervenire meno all'inizio.
Si può usare il terriccio universale?
Sì, come ripiego. Aggiungi il 20–30% di perlite e leggi l'etichetta: molti contengono concime a lenta cessione, che rende difficile dosare i fertilizzanti in fioritura.
Serve aggiungere perlite?
Se vedi già molti granelli bianchi nel terriccio, di solito no. Se la miscela è fine e si compatta, aggiungi il 10–30% sul volume totale.
Il terriccio si può riutilizzare?
Sì, se la coltivazione è stata sana: va setacciato, mescolato con terriccio nuovo o compost e lasciato riposare umido alcune settimane. Dopo malattie o parassiti è meglio non riutilizzarlo.
Terricci, perlite e ammendanti sono riuniti nella collezione substrati di Gro.w.LaB.
Aggiornato al 13 ottobre 2026.