Il 13 gennaio 2026 l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha pubblicato la seconda parte della valutazione dei progetti pilota con cannabis, relativa al periodo da metà 2024 a metà 2025. La cannabis venduta deve essere coltivata in Svizzera, se possibile con metodo bio, e il rapporto riporta dal progetto di Vernier che i produttori svizzeri, pur avendo un ruolo centrale, restano poco riconosciuti.
In breve
- A giugno 2025 circa 10'400 adulti partecipavano ai sette progetti pilota.
- La cannabis deve essere prodotta in Svizzera, se possibile con metodo bio; le deroghe sono eccezionali.
- Secondo il rapporto, la limitazione al bio e alla coltivazione all'aperto crea ancora alcuni problemi, come l'impollinazione indesiderata.
Che cosa dice il rapporto sui produttori
La valutazione, affidata dall'UFSP alla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW) e all'Università di Losanna, è datata 17 novembre 2025. Riguarda i sette progetti attivi a Basilea Città, Berna, Bienne, Losanna, Lucerna, Vernier, Zurigo (città e alcuni comuni del Cantone) e Basilea Campagna.
Secondo la sintesi, dopo una fase iniziale difficile la collaborazione con i produttori funziona ormai bene in tutti i progetti. I requisiti di produzione, cioè la limitazione al bio e alla coltivazione all'aperto, creano però ancora alcuni problemi, tra cui l'impollinazione indesiderata. Il rapporto aggiunge che è più difficile produrre cannabis con THC e CBD equilibrati e indica che una futura regolamentazione dovrebbe tenere conto del rapporto tra redditività della produzione e requisiti di legge.
Sui produttori si sofferma il capitolo sulla Cannabinothèque di Vernier (Ginevra), gestita dall'associazione ChanGE. Il team descrive una collaborazione stretta con il produttore, ma osserva che i produttori svizzeri sono poco riconosciuti, pur centrali per qualità e approvvigionamento, e affrontano requisiti pesanti, soprattutto per il controllo del THC, oltre a difficoltà economiche. Una futura apertura alle importazioni è vista come una minaccia per la produzione locale.
Le regole per chi coltiva per i progetti pilota
La base legale è l'articolo 8a della legge sugli stupefacenti (LStup), in vigore dal 15 maggio 2021 e limitato a dieci anni. L'UFSP riassume così le condizioni per la coltivazione:
- Origine: produzione in Svizzera; l'importazione è ammessa solo in via eccezionale, con autorizzazione dell'UFSP.
- Metodo: se possibile secondo l'ordinanza bio e orientandosi alle buone pratiche per le piante medicinali (GACP); deroghe solo in casi eccezionali.
- Qualità: THC totale massimo del 20% nei prodotti, limiti per i contaminanti, autocontrollo e controlli a campione di UFSP e Cantoni.
- Autorizzazione: eccezionale, rilasciata dall'UFSP (art. 8 cpv. 5 LStup) per un progetto già approvato, con una domanda per progetto. I produttori, scelti dalle organizzazioni responsabili, la chiedono insieme a loro allegando tra l'altro estratto del casellario giudiziale, prova del progetto, impegno del committente a ritirare la quantità concordata, varietà, resa e tenori di THC e CBD attesi.
A Zurigo, la città indica che la cannabis dello studio Züri Can è coltivata in Svizzera da Swissextract e Pure Production, entrambe con un'autorizzazione eccezionale per cannabis con THC.
Situazione a ottobre 2026: Le regole descritte sopra sono quelle pubblicate dall'UFSP al 13 ottobre 2026. A giugno 2026 è stato annunciato un ottavo progetto, CanLeg nel Canton San Gallo, tra i cui fornitori figurano Alpina Pharma e SwissExtract. Secondo il sito del progetto, «Cannabis in Ticino» è ancora in attesa dell'UFSP. Il progetto di legge sui prodotti della canapa, che prevede un'autorizzazione federale per la coltivazione commerciale, non è in vigore: a maggio 2026 la commissione del Consiglio nazionale l'ha rinviato alla sottocommissione.
Domande frequenti
Chi può coltivare cannabis per un progetto pilota?
Solo un produttore scelto dall'organizzazione di un progetto approvato, con un'autorizzazione eccezionale dell'UFSP e l'impegno del committente a ritirare la quantità concordata.
La cannabis dei progetti pilota deve essere bio?
Deve essere prodotta in Svizzera e, se possibile, coltivata secondo l'ordinanza bio; le deroghe sono ammesse solo in casi eccezionali.
Ci sono progetti pilota in Ticino?
A ottobre 2026 no. Nel marzo 2025 il Gran Consiglio ha respinto la partecipazione del Cantone e, secondo il sito del progetto, «Cannabis in Ticino» attende ancora la valutazione dell'UFSP.
Fonti
- UFSP – Ergebnisse aus den Pilotversuchen mit Cannabis, 13.01.2026
- UFSP (FHNW, Università di Losanna) – Analyse der Ergebnisse der Pilotversuche mit Cannabis, Zweiter Teil, 17.11.2025
- UFSP – Executive Summary, seconda parte della valutazione, 17.11.2025
- UFSP – Anbau von Cannabis für die Pilotversuche nach Artikel 8a BetmG, consultata il 13.10.2026
- UFSP – Pilotversuche mit Cannabis, consultata il 13.10.2026
- Città di Zurigo – Studiencannabis und Produkte (Züri Can), consultata il 13.10.2026
- UFSP – Rapporto sui risultati della consultazione 20.473 (DE), 08.05.2026
- Cannabis in Ticino – sito del progetto, consultata il 13.10.2026
- RSI – Sperimentazione della cannabis, il Cantone si chiama fuori, 24.03.2025
- Business of Cannabis – Switzerland Launches Eighth Cannabis Pilot, Testing Home Delivery for the First Time, 01.07.2026
Aggiornato al 13 ottobre 2026.